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Salento, stabilimenti balneari sì o no?


La Puglia e in particolare il Salento piacciono tanto sia agli stranieri che agli italiani. Ben 180 chilometri di spiagge, che vanno dal litorale Adriatico e Jonico, il Salento vanta 286 lidi ai quali si aggiungono dall’estate 2017 altri 92 stabilimenti balneari, anche se Legambiente, nella persona del suo presidente Maurizio Manna, chiede un rallentamento delle concessioni per i nuovi stabilimenti, avendone già concessi oltre il lecito che legge consente.

Spiagge libere VS spiagge private

Il rapporto tra spiagge libere e private la legge consente che sia di 60% e 40%, per garantire una fruibilità del mare e delle spiagge a tutti ed ogni 150 metri di spiagge riservate a stabilimenti ci deve essere un accesso pubblico. Manna puntualizza invece che il 60% di spiaggia libera corrisponde a zone lontane dalla costa, rocciose e poco fruibili.

Anche il WWF Italia espresse a suo tempo i propri dubbi e perplessità sull’aumento esponenziale degli stabilimenti balneari tra il 2000 e il 2006, vedendoli aumentale del 25% su tutto il territorio  nazionale. A tal proposito scrisse un dossier intitolato “Sabbia: l’oro di tutti un vantaggio di pochi” che invita a riflettere su come le concessioni demaniali siano uno scandalo sotto gli occhi di tutti.

Nuovo stabilimento a Santa Maria al Bagno

La notizia della costruzione di un nuovo stabilimento balneare a Santa Maria al Bagno, nel Comune di Nardò, pochi giorni fa ha creato non poche polemiche anche se la società Kaikko s.r.l., dal 2014 ha intrapreso un contenzioso giudiziario conclusosi con ben 3 giudizi favorevoli da parte del TAR , ottenendo le autorizzazioni necessarie per l’apertura del nuovo lido. L’avvocato della società ribadisce che lo stabilimento ha tutte i permessi del caso e fa notare di come il sito sia compatibile col piano coste del Comune di Nardò.

Di seguito l’elenco delle prime cinque località con il maggior numero di stabilimenti balneari nel Salento:

Marina di Ugento con 50 lidi balneari;

Porto Cesareo con 41 lidi;

Otranto con 40 strutture;

Gallipoli con 39 lidi;

Marine di Lecce con 28 stabilimenti balneari.

La considerazione che vogliamo fare a riguardo è se saremo in grado di aprire le porte delle politiche culturali e turistiche, alle logiche imprenditoriali moderne, superando le mentalità e le carenze che abbiamo nel campo delle infrastrutture d’accoglienza, d’attrazione e nella promozione… Cultura e turismo sono due motori economici fondamentali per la crescita futura, soprattutto di questa regione, ed è per che questo usare in relazione a questi settori il termine “impresa” diventa una necessità, per il progresso ed il benessere.

I dati raccolti dall’Osservatorio Regionale sul Turismo, hanno incoronato la Puglia Regina delle vacanze estive degli italiani e meta ambita anche all’estero, con dati sempre in positivo negli ultimi anni, facendo capire quanto sia importante questo settore per l’economia locale e senza fare ideologismo o essere estremi ecologisti, chi ci perde sono sempre le tasche della gente che a causa delle concessioni si vede precluse alcune spiagge predilette e dedicate ad alberghi di lusso, ci perde l’ecosistema ed il paesaggio che viene irrimediabilmente deturpato dal cemento.

È anche vero che numerosi turisti apprezzano gli stabilimenti balneari, soprattutto quelli bene atrezzati. È altrettanto vero che tanti villaggi turistici in Salento sono convenzionati con i lidi vicini, ma è opportuno trovare il giusto compromesso nel rispetto dell’ambiente e di quanti vogliono continuare ad utilizzare la spiaggia libera che è un proprio diritto innegabile.

 

 

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