Mutuo meglio a tasso fisso o variabile

Mutui, meglio il tasso fisso o variabile?


Avete finalmente deciso di metter su famiglia e volete chiedere un prestito per acquistare una casa dove poter crescere i vostri figli, magari con tutte le caratteristiche che avete sempre desiderato. A questo punto si presenta, però, il primo e più importante interrogativo, l’eterna domanda che perseguita chiunque voglia richiedere un prestito bancario: mutuo a tasso fisso o mutuo a tasso variabile? Quale conviene di più?

Prima di tutto chiariamo che cosa sono.

Il mutuo a tasso fisso consente la suddivisione del pagamento della somma chiesta alla banca in rate tutte dello stesso importo, con un interesse invariato nel tempo calcolato sommando il tasso di riferimento IRS allo spread proposto dalla banca. Con questo genere di contratto si pagheranno più rate, ma si ha la certezza di essere al riparo da eventuali rialzi futuri.

Il mutuo a tasso variabile, invece, prevede una rateizzazione mensile d’importo variabile, trimestrale o semestrale calcolate sommando il tasso Euribor relativo allo spread della banca. Con questo tipo di mutuo si pagherà molto più in fretta e nel breve termine, ma il futuro potrebbe rivelare brutte sorprese.

Ora occorre capire come scegliere quello più conveniente. Prima di tutto bisogna considerare due criteri:

  • Le condizioni di mercato, che determineranno se uno dei due tassi comporterà rate alte o basse;
  • Quanto l’investitore vuol rischiare, che potrebbe optare per un tasso fisso sì da tutelarsi qualora occorressero fluttuazioni di mercato sconvenienti, come solitamente capita.

Attualmente, secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, il mutuo a tasso variabile sembra essere il più conveniente.

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