L’artigianato salentino


Il Salento, oltre ad essere una località amata da tutto il mondo per le sue spiagge e per il suo mare (qui le più belle spiagge del Salento), offre ai turisti tutto ciò che cercano, dall’arte all’architettura, dalle meraviglie paesaggistiche alle città barocche, dal cibo ai vini, dall’artigianato alla pesca. Insieme all’architettura barocca, in Puglia è nato anche l’artigianato locale come semplice risultato del genio salentino, che rende questa arte unica nel suo genere.

L’artigianato salentino comprende la creazione di statue che riproducono soggetti legati alla sfera sacra, ad esempio delle figure di santi in movimento o statiche, ricche di suggestioni emotive, con l’attenzione al panneggio e a ogni dettaglio.
Se siete degli amanti dell’artigianato, non potete non recarvi in Salento per ammirare tutte le magnifiche riproduzioni che riuscirebbero a lasciare a bocca aperta anche un esperto del settore.

Lavorazione della pietra leccese
La pietra leccese emerge viene estratta nelle enormi miniere a cielo aperto, profonde fino a cinquanta metri.
Si tratta di una pietra che ha ben quattro milioni di anni ed è la sua morbidezza che ha permesso la realizzazione di una magnificenza architettonica utilizzata anche per piccoli oggetti e ornamenti decorativi. Molto conosciuta in ambito artistico, ha raggiunto una fama internazionale grazie all’artigianato locale che nel corso dei secoli ha prodotto la complessa architettura del barocco leccese. Alcuni degli esempi più rilevanti dell’utilizzo di questa pietra sono senza dubbio i capitelli, i fregi, i rosoni e i pinnacoli che abbelliscono la maggior parte delle chiese e dei palazzi leccesi. La natura della pietra la rende molto sensibile all’azione meccanica degli agenti atmosferici; per renderla più resistente agli agenti atmosferici, i maestri scultori barocchi hanno utilizzato la roccia con il latte.

santa-croceFoto CC-BY-SA 2.5 di MatthiasKabel

Pesca
La pesca è un’arte che si tramanda di generazione in generazione nel Salento. I ragazzi aiutano i loro padri e a loro volta i figli che rimarranno per giorni in mare a gettare le reti e i palangari con la speranza di raccogliere un sacco di pesci da vendere più tardi sulle banchine dove arriveranno i turisti e la gente del posto pronta ad afferrare i pezzi.

Porto Cesareo e Gallipoli sono sicuramente le due città del Salento la cui economia è basata principalmente sulla pesca. Ovviamente, il turismo è una risorsa essenziale, ma quando le spiagge sono vuote e rimangono solo le persone del luogo, la pesca diventa la fonte primaria di sostentamento, in particolare a Porto Cesareo, dove la pesca professionale è divisa in due categorie, ovvero la pesca in mare profondo (tonno, pesce spada e altri pesci grandi) e la pesca con le piccole imbarcazioni tradizionali dei vecchi pescatori che navigano nelle prime ore del mattino per tornare in tarda mattinata e servire le persone che sono alla ricerca di pesce fresco per il pranzo.

Vedere queste barche che tornano è uno spettacolo nel porto, quando i gabbiani cercano di acchiappare gli avanzi gettati in mare dai pescatori. Ancora più bello è vedere come il pesce viene venduto da quei commercianti specializzati che portano i segni indelebili di una vita fatta di sudore, fatica e sale.

La pesca è qualcosa di più che un lavoro o un passatempo per la popolazione salentina: è qualcosa di fortemente radicato all’interno del tessuto storico e sociale di questa terra.

Il Salento porta dentro di sé una storia millenaria per quanto riguarda le antiche professioni, i mestieri e le attività che danno vita in inverno e in estate alla vita quotidiana di una delle meraviglie turistiche più famose al mondo.

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